domenica 2 marzo 2014

Giovedì 27 febbraio, il nostro confratello Kilian Ngitir, della Custodia del Camerun ha difeso brillantemente la sua tesi di dottorato presso l'Università Salesiana di Roma. La tesi si occupa della motivazione e del discernimento vocazionale, centrando l'oggetto del suo studio nelle vocazioni dell'Ordine Cappuccino in Camerun.

Kilian è parte del Consiglio Internazionale per la Formazione dell'Ordine, ed ha saputo unire molto bene il suo lavoro intellettuale e il suo lavoro nel campo della formazione, pur mantenendo la loro gioia e semplicità.


Complimenti, caro Kilian. Ti auguriamo tutto il meglio. Il tuo lavoro è un segno di speranza per il futuro della Chiesa e dell'Ordine in Africa. Molti seguiranno i tuoi pasi.

martedì 7 gennaio 2014

Gesù ci dà una nuova speranza con la sua venuta nuova e creativa nel mondo ... Egli continua anche ora ... !
Visione francescana del Natale
Francesco d' Assisi aveva un fascino profondo per le creature e, quindi, ha portato tutto questo nella sua meditazione sulla nascita di Gesù . Per Francesco la bellezza di Dio era presente in natura e in particolare nella sua fragilità e umiltà . Siamo abituati a contemplare Dio come onnipotente, pieno di potere..  e così via . Ma nell'Incarnazione, Dio ha scelto un nuovo paradigma di essere semplice, debole , impotente, nell’aspetto di un bambino. Abbiamo chiesto al nostro fr. José Ángel, il segretario del Lexicon, a proposito della sua idea del  Natale . La sua risposta è stata : "Colui che sa diventare  bambino, vede con gli occhi di Dio. Il Dio Creatore, lasciando la sua onnipotenza, è venuto a darci una nuova immagine di lui. L'immagine di un bambino che dipende dai suoi genitori e dagli altri. Si tratta qui di un passaggio, dal potere ad amare: così Dio vuole che noi cambiamo la nostra idea di lui. Egli è misericordioso e appassionato".
Potremmo aprire noi stessi ed essere ispirati da questa sapienza eterna di un Dio umile e pieno di amore. Essa ci offre anche una speranza,che ogni nostra fragilità, ogni sofferenza dovuta da un impegno sincero, ogni nostro sacrificio, ogni sfida a vivere un valore, ogni perseveranza nel bene hanno un senso. Fra. André Ménard, il teologo francese, per parlare di definizione della fede di san Bonaventura, dice: "La fede secondo san Bonaventura è riconoscere la presenza nascosta di Dio ovunque, soprattutto nella creazione. "
Ci sono diversi modi con cui possiamo manifestare il Dio nascosto. Il servizio umile potrebbe essere uno di loro . Questo è il tempo di ricevere la ' grazia ' facendo alcuni lavori secondo il modo francescano dei Cappuccini. Fra. MAURO, nostro Ministro Generale, nella sua recente lettera all'Ordine su " La Grazia del lavoro," ( n. 7), nella sezione 'il valore del lavoro per il singolo frate', ci invita a ricevere la grazia lavorando:  " Il lavoro non ha valore soltanto in quanto mezzo di sostentamento, ma è  una possibilità data alla persona di dare senso alla propria vita, contribuendo a realizzare la propria umanità.”              Insiste inoltre sull'importanza di assumere un impegno nella provincia, anche se non  piacevole per me, ma fondare il mio sì sul consiglio evangelico dell’obbedienza e sul servizio alla fraternità:           "E' necessario che chiediamo al Signore la grazia di rendere concreto e visibile ciò che affermiamo e predichiamo circa l'obbedienza, il sacrificio, la disponibilità a servire fino al dono della propria vita per la crescita e la promozione degli altri. Accogliere la proposta di un lavoro o di un servizio fraterno interpella la dimensione stessa della nostra fede ed esige un continua educazione all’oblatività e alla gratuita".      Sì, potrebbe funzionare come Madre Maria e San Giuseppe. Il tempo di Natale e e l’inizio del nuovo anno sicuramente ci offriranno  molte opportunità di servire gli altri, a volte in modo che sembra insignificante, molto umile.  Sarebbe un bel modo di celebrare il Natale e l’inizio dell’anno, identificandoci come operai ordinari  della società nella quale la Grazia del Figlio incarnato è nascosta in modo mistico.
Questo nostro mondo, con i suoi tratti umani, potrebbe portare alla disperazione. Possiamo avere esperienze e grandi difficoltà con dicotomie e incongruenze tra le persone e le situazioni della nostra vita. Ma lo Spirito di Dio incarnato è sempre presente in questo mondo e abbiamo bisogno di essere connessi a quella vita, portando lo Spirito affinché tutto ciò venga rivitalizzato. Questa stagione ci offre l'opportunità di avere l'esperienza di raggiungere i nostri fratelli e sorelle nelle periferie alle quali Papa Francesco ci richiama spesso. Come si comincia a preparare un palcoscenico per il nuovo anno con la condivisione di Natale, aggiungiamo una dimensione contemplativa alle nostre iniziative. Fr. Willie Doyle (il famoso gesuita cappellano nelle forze armate, ucciso in battaglia in Francia nel 1916) ci inviterebbe dicendo:  fa la tua preghiera semplice, semplice come si può, ragiona poco, ama molto, e pregherai bene.
I migliori auguri a provare la nuova via di Gesù e San Francesco !

lunedì 23 dicembre 2013


C'è una nuova immagine di Dio conosciuta solo a poche persone ... Costoro dicono che Egli è entrato nel nostro mondo (Dio con noi, Mt 1,23), come un bimbo debole, povero, impotente e fragile, ma che ha la forza di dare senso a tuC noi.
Cerchiamo di incontrarlo, sperimentare il suo amore e comunicarlo agli altri ...!
Resteremo aperF all’invito della sua Grazia perché possa benedirci e guidarci...?
Vi Augurimo un Natale ricco di senso e di copiosa Grazia per il Nuovo Anno 2014 

sabato 7 dicembre 2013


Cari Fratelli,

            Siamo nel tempo di Avvento e le letture del Vangelo ci invitano ad essere pronti, vigilanti e in attesa. Prepariamoci, cercando di approfondire il Mistero della Rivelazione di Dio nella realtà umana.
            Vorremmo qui ricordare il pensiero di San Bonaventura sul mistero dell’Incarnazione, alla luce dell'umiltà di Dio.
            L'umiltà di Dio si intreccia con l'Incarnazione. Bonaventura vede l'umiltà di Dio attraverso le parole del Vangelo di Giovanni " il Verbo si fece carne " (Gv 1,14). Contemplando il mistero dell’Incarnazione, Bonaventura dice , Dio si china per abbracciarci nel suo amore.
           
            Potremmo dire che il “cognome” di Dio è: “Mondo” . E il suo “nome” è Amore: o meglio, potremmo dire, “Amore umile” .
            Questa intuizione trova una sorgente, ancora ispirante, in San Francesco per il quale, la principale esperienze di Dio, è la sua “umiltà”.
            Francesco ha incontrato Cristo sulla croce: povero, umile e abbandonato .
            Questa umile presenza è ancora viva in mezzo a noi nell'Eucaristia, e tra i poveri e bisognosi che incontriamo .
            Tutto ciò è evidente nella vita dei santi mistici che hanno colto nell'Amore la ragion d’essere sia per la creazione che per l'Incarnazione.
            Ed è così lampante nell’umiltà di Dio!

                Come concretizzare questo nella nostra realtà ?
           
            Se Dio, nel suo amore per noi, si china, in e attraverso Cristo umile, allora noi che siamo piccole "parole", dobbiamo chinarci nell’amore gli uni verso gli altri e nei confronti di tutta la creazione. Dobbiamo praticare l'umiltà di Dio nel nostro mutevole, complesso e frammentato mondo, tante volte così insensibile. (cf: Ilia Delio, The Humility of God: A Franciscan Perspective, St. Antony Messenger Press, Ohio, 2005, 3-13).
           
            In questo contesto dovremmo anche fare chiarezza dentro di noi riguardo al mondo dei poveri e alle paure che abbiamo a volte nei loro confronti. La meditazione sulla umiltà di Dio può togliere la paura dei poveri e rendermi semplicemente un fratello, che può essere raggiunto dai poveri e dai bisognosi .

                                                  
L'umanità dei poveri e dei bisognosi

            Una delle importanti esperienze personali per capire il mondo dei poveri, è stata per me, la visita a una baraccopoli (case dei poveri), quando facevo teologia.
            C'era un calzolaio, la cui famiglia viveva del reddito del suo lavoro, e aveva quattro figlie, due delle quali mentalmente fragili. Lui, padre di famiglia prese la tubercolosi e, a causa di dissesti economici e per povertà, aveva l'abitudine di venire al nostro convento a chiedere qualche aiuto. Eravamo abituati offrirgli qualcosa per la sua attività. Lui aveva l'abitudine di chiedere solo  quando gli mancava il denaro e di restituirlo quanto prima, appena avrebbe guadagnato abbastanza. Un giorno mentre stavamo distribuendo materiale edile per i poveri, abbiamo pensato a lui, domandandogli quante tegole di cocco aveva bisogno per coprire il tetto, ormai vecchio e danneggiato, della sua capanna. Disse che aveva necessità di 100 tegole. Il fratello, che distribuiva, gliene assegnò 125. Con nostra sorpresa ha tenuto 25 tegole separate e ha preso solo le cento che gli erano necessarie. Gli abbiamo chiesto perché lo ha fatto, la sua risposta fu : “Ho bisogno di sole 100 tegole, le altre  25 appartengono ad altri poveri, saranno utili per altri bisognosi".
La dignità e l'umanità di questo povero uomo erano davvero encomiabili.
Trascorso un po’ di tempo senza incontrarlo, andai a cercarlo e mi venne detto che era molto malato e che era stato ricoverato in un ospedale del governo. I dottori mi dissero che era molto anemico perché non mangiava da molti giorni. Gli chiesi perché non avesse chiesto aiuto e la sua risposta fu : "Non volevo darvi altri problemi, perché già mi state aiutando per la mia azienda, e sono molti quelli che hanno bisogno del vostro aiuto. "

            I poveri ci offrono esempi di saggezza di vita. Essi ci insegnano molte cose che nessuna università potrebbe insegnarci.
            Il vescovo Bruno Forte afferma: “La mia teologia, con la mia esperienza tra i poveri, diventa significativa e semplice. La Chiesa cattolica è piena di potenzialità e ha un buon futuro. E' la potenzialità del Vangelo. Noi dobbiamo stare con i poveri, non con la nostra ideologia, ma con la Parola di Dio” .
Tanto più oggi che siamo costantemente invitati dal nostro Papa Francesco ad andare alla “periferia” e trovare l'umile Dio, presente lì.
            L'amore e l'umiltà di Dio sono capaci di farmi diventare sensibile e semplice .
            Tutti coloro che, con il messaggio di amore di Cristo nei loro cuori hanno incontrato i poveri, si sono rinnovati e hanno iniziato una nuova vita .


Amore di Dio che mi spinge a raggiungere le persone meno gradite.

            "Beati i poveri perché di essi è il regno di Dio".
           
            I poveri non hanno nessuno su cui contare, tranne Dio. Essi sono dipendenti e semplici.
            Cerchiamo di far crescere il nostro interesse per il mondo dei poveri.
            Lasciate che la preoccupazione per loro occupi un po' del nostro tempo. Darà vero senso alla nostra vita e ci renderà più efficaci.
           
            Madre Teresa aveva questa saggezza. In mezzo ai poveri possiamo trovare il Dio nascosto e un significato che nessun altro possesso materiale potrebbe dare .
           
            Alcune persone hanno paura di incontrare i poveri e disprezzano la loro presenza.
            Le persone povere a volte ingannano e manipolano a motivo delle loro necessità e delle lotte per la vita.
            Come uomini di Dio siamo chiamati ad avere una misura speciale di compassione per meglio comprenderli.
            Una volta, un povero era venuto a chiedere nuovamente soldi, con la stessa bugia, e pieno risentimento perchè gli mancava il denaro per sfamare le sue due figlie; e un frate colpì quel povero uomo così duramente sul volto, vicino alle sue orecchie, che quel povero uomo divenne sordo.
            Una crudeltà che si commenta da sola: ma senz’altro anche per assenza di crescita personale e per mancanza di guarigione interiore.

            Siamo chiamati invece a guardare i poveri attraverso gli occhi compassionevoli di Gesù, un’esperienza questa che ci farà scoprire un meraviglioso mondo di significati e di amore.
            Gesù, unito profondamente a Dio Padre, ha una visione chiara sulla realtà della vita e sulla vicinanza ai poveri.
            Il Padre San Francesco ha trovato il senso della sua vita stando più vicino ai poveri,  ai bisognosi e ai lebbrosi che erano alla periferia .

                E ' venuto il nostro turno per fare questo passo e vivere questa esperienza.

            Se qualcuno dice di aver perso vigore e significato nella vita, invìtalo ad andare più vicino ai poveri e ai bisognosi. Ricupererà il senso perduto e lo scopo nella vita . Lasciamo che questo progetto diventi una realtà nella nostra vita .

            Apprezzo il buon lavoro svolto dalla comunità di Sant'Egidio per i poveri e la loro disponibilità a stare vicino ai poveri. E ' incredibile vedere il loro ministero tra i poveri e la facilità con cui si crea amicizia con i bisognosi . Tutte le volte che alcuni nostri fratelli sono andati tra loro sono stati toccati e ispirati . E' una bella esperienza essere con i poveri.
            Proviamo a fare l'esperienza di essere con i poveri e i bisognosi almeno una volta al mese. Sarà sicuramente illuminante per la nostra vita religiosa cappuccina. La ricorderemo e loderemo Dio!


Qualche suggerimento per provare.


Ø  Un buon cappuccino, in tutte i suoi programmi, progetti e feste, nelle sue parole, espressioni e nella preghiera, deve avere considerazione e dare spazio  ai poveri e ai bisognosi. Avere premure per i poveri e i bisognosi è buon indizio di spirito francescano. Ed è anche il modo attraverso il quale poter  incontrare il Dio umile.

Domande:

§  Avete poveri e bisognosi nelle vostre cerchie di amicizia?

§  Avete manifestato l'amore di Dio attraverso il vostro amore, la vostra vicinanza e la vostra generosità?

Con lo Spirito di Dio che agisce in noi, …  proviamo.
Lasciate che la gioia e la benedizione di essere con i poveri e i bisognosi riempi tutti noi durante questo Avvento !
Charles Alphonse & Jaime Rey

domenica 24 novembre 2013

La guarigione, Riconciliazione e Spiritualità

Settimana scorsa una signora mi ha telefonato dicendo di non essere in grado di perdonare il marito malato.
In questi anni è diventato irascibile a causa della malattia e sta creando gravi tensioni in famiglia.
Vivere accanto ad una persona così,  per questa donna, è una vera sfida.
Dalla sua conversazione si poteva capire che entrambi avevano bisogno di guarigione e di riconciliazione.
La sapienza di Dio, cha si riflette anche i percorsi dei counselig di psicologia, ci ricorda che tutti noi abbiamo bisogno di guarigione.
La memoria delle cicatrici del passato può trasformare il mio presente rendendolo insopportabile, modificare  il mio temperamento mutandolo in ostile e negativo
Sono tante le persone,  in ogni società, che trascorrono la loro vita appesantiti da tossine causate da eventi negativi del passato, con ferite che non guariscono, e che a loro volta possono far ammalare o avvelenare la vita togliendole ogni entusiasmo .
La Settimana di Riconciliazione a San Giovanni Rotondo è uno degli sforzi dell'Ordine Cappuccino per aiutare i fratelli e le sorelle impegnati in un servizio di cura spirituale, a diventare “guaritori … guariti”.
Il potere della Guarigione è un dono gratuito di Dio che Padre Pio ha vissuto e usato nel migliore dei modi.
La crescita di un “terapeuta dello spirito” fa parte di un cammino permanente .
Prima di guarire gli altri ho bisogno di una guarigione personale; perdonare le persone contro cui ho qualcosa e riconciliarmi con il mio passato.
Ricordiamoci che noi siamo chiamati da Dio  curare e guarire il prossimo, ed ogni francescano si suppone che sia un guaritore … guarito . Sono chiamato a compiere un vero e proprio viaggio spirituale crescendo in armonia con gli altri , la natura , me stesso e soprattutto con Dio .

Messaggio del Papa
Anche il Papa si confessa ogni quindici giorni, questo il messaggio venuto da lui il 20 Novembre 2013 durante l'udienza generale a Roma, in Piazza San Pietro. Lo fa perché anche lui è ‘un peccatore’ e ha bisogno del perdono.
Ed è sempre necessario comunicarlo da parte della chiesa
E il Padre stesso che invita alla riconciliazione, dice il Papa Francesco.
Chiamando se stesso “peccatore”, Papa Francesco riafferma la profondità del sacramento della Confessione e della riconciliazione collegato ad esso. Ha parlato dei suoi incontri personali con il suo confessore dicendo: " sente le cose che io gli dico, me consiglia e mi perdona,perché tutti abbiamo bisogno di questo perdono”.
Ha anche ricordato il mandato che Dio ha dato ai suoi servitori a esercitare questo ministero nel suo nome
Secondo fr. Jaime Rey abbiamo bisogno di capire questo, dal punto di vista francescano .
Avendo, il nostro Padre San Francesco, sperimentato l'amore incondizionato di Dio e il perdono nella sua vita personale, Lui non smetterà mai di lodare Dio per la grazia della misericordia e inviterà i suoi fratelli a guardare con quegli stessi occhi compassionevoli e lo sguardo di Gesù, donando il perdono a chi ne ha bisogno.
In questo itinerario intendiamo considerare le benedizioni ricevute e perdonarci l'un l'altro .
Preghiamo per il buon esito della Settimana della Riconciliazione che si terrà a San Giovanni Rotondo da 25 a 29 Novembre 2013 col desiderio di condividerne le intuizioni e i risultati.


martedì 12 novembre 2013

La terza settimana internazionale della riconciliazione, sotto lo slogan: "Credo la remissione dei peccati"  se terrà a San Giovanni Rotondo tra il 25 e il 29 novembre di questo mese. Per una informazione più curata vedere la web del santuario www.conventosantuariopadrepio.it